(Re)esistendo
Poetica
Il 6 agosto 1945 sulla città di Hiroshima viene sganciata la prima bomba nucleare, distruggendo la città, eccetto sei esemplari di Ginko.
Da quel giorno quest’albero incarna il concetto di resilienza e tenacia. Durante la nostra contemporaneità e specialmente nel periodo pandemico, il termine resilienza è tornato in auge, fino ad abusarne in negativo, creando pressioni e giudizi sociali.
In definitiva l’uomo vive la propria vita caricato da aspettative, poiché si prospetta sempre una forza interiore, che non è sempre possibile mantenere, perché l’uomo deve essere fragile, deve potersi sentire debole ed esternare tali sensazioni.
Il Ginko è un’alberatura a foglia caduca, nonostante sia simbolo di resistenza e forza, perde le foglie durante l’inverno, per poi riacquisire una folta chioma durante la primavera.
Dunque, anche la natura possiede delle sue tempistiche intrinseche, che l’uomo sembra aver dimenticato, per sostenere i ritmi della società. (Re)esistendo, vuole rappresentare questa insostenibilità, attraverso le foglie di Ginko, ormai appassite, accartocciate e deperite, spillate forzatamente sopra al tronco dell’albero.
Tale rappresentazione vuole instillare una riflessione sul lasciar andare e sul lasciarsi andare, seguendo maggiormente il flusso degli eventi e il proprio ritmo interiore, per poter giungere a un’esistenza più veritiera e distesa, abbandonando le aspettative e le pretese della perfezione; imparando a esistere e non a Resistere.





